Matteo Renzi cambia rotta: dalla vicinanza alla destra alla nuova intesa con Elly Schlein. L’obiettivo è di unire le opposizioni.
Negli ultimi anni, Matteo Renzi ha saputo sorprendere alleati e avversari con mosse politiche spesso imprevedibili. Dal suo supporto alla nascita del governo Draghi fino al voto decisivo per l’elezione di Ignazio La Russa come presidente del Senato, l’ex premier è stato spesso accusato di avere una strategia ambigua, vicina più alla destra che al centrosinistra.

Una trasformazione silenziosa ma radicale
In un contesto politico frammentato, Renzi sembrava muoversi come un outsider spregiudicato, capace di intavolare dialoghi trasversali pur di mantenere un ruolo centrale nello scacchiere istituzionale. Anche il suo rapporto con Giorgia Meloni è stato per lungo tempo al centro di ipotesi e illazioni: tra stoccate pubbliche e un’apparente mancanza di ostilità, molti avevano letto in quella dinamica una sorta di tacita complicità.
Ma è proprio nel momento in cui tutti credevano che Renzi avesse ormai scelto la sua direzione definitiva, che arriva un’inattesa sterzata.
Il nuovo asse e l’obiettivo finale: un fronte contro Meloni
L’annuncio di un libro durissimo contro la presidente del Consiglio, titolato L’influencer, segna la fine di ogni ambiguità. Renzi rompe ogni tentativo di dialogo con la leader di Fratelli d’Italia, bollandola come «non all’altezza di guidare l’Italia». Non gli interessa che qualcuno dica che «l’esplosione di livore dipenda dalla legge che gli vieta di farsi pagare per le conferenze all’estero».
Ma non è solo questo il cambiamento.
L’ex leader del PD si avvicina ora a Elly Schlein, condividendo il suo mantra: «il centrodestra non avrà scampo se tutte le opposizioni si uniranno». Un’ipotesi che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile, soprattutto per le tensioni personali e politiche con Giuseppe Conte.
Ed è qui che arriva la rivelazione più sorprendente: Renzi non solo smette di attaccare l’ex premier grillino, ma ne riconosce l’importanza strategica. «I voti di Conte saranno decisivi, il discrimine è se deciderà di non starci e di marcare una differenza. Se lo farà regalerà altri cinque anni a Meloni». Come riportato da roma.corriere.it
Un cambio di rotta che potrebbe ridisegnare il futuro politico italiano.